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Il 2026 rappresenta per Carlo Locatelli il cinquantesimo anniversario come responsabile della Sezione ravennate dell’Enpa. Laureato in giurisprudenza, già funzionario della Banca Nazionale dell’Agricoltura, poi Antonveneta, nel 1976 fu eletto Vice Presidente della Sezione ravennate dell’Enpa, incarico che mantenne per quattro anni allorquando nel 1980 fu eletto Presidente della Sezione, carica che tuttora detiene.

Contestualmente nei primi anni ottanta è stato Consigliere Nazionale e all’inizio del 2000 ha rivestito anche la carica di Coordinatore Regionale per l’Emilia Romagna fino al 2014. Ha ricoperto l’incarico di Capo Nucleo delle Guardie Zoofile dal 1988 al 2008 contribuendo in modo determinante alla loro ricostituzione dopo gli eventi che ne avevano causato lo scioglimento, essendo l’Enpa diventata, nel 1979, un ente di diritto privato.

In questi cinquant’anni Locatelli si è prodigato a divulgare ogni iniziativa utile a far valere i diritti degli animali in tempi in cui la sensibilità era poco affermata sia da parte delle Istituzioni che di molti cittadini.

Erano tempi davvero pionieristici ben lontani da quelli odierni ed era una lotta continua per far comprendere che gli animali sono degli esseri senzienti e che, come tali, devono essere rispettati.

Carlo Locatelli, nel 1979, creò il primo rifugio per i cani abbandonati di Ravenna. La struttura, capace di ospitare circa quaranta cani, fu creata con rilevanti sforzi economici e manuali, in un terreno messo a disposizione dal Comune nel Tenimento Piomboni, alle spalle della colonia di Marina di Ravenna. Era una struttura di indubbia importanza ove erano ospitati quei cani che si riusciva a sottrarre dal canile municipale, dove venivano soppressi.

Le norme in difesa degli animali erano scarse e non erano tenute in debita considerazione. Un po’ alla volta, dapprima chiedendo alle Amministrazioni comunali di adottare delle ordinanze si è cercato di superare quella cultura che non ne rispettava la dignità. Vogliamo ricordare la battaglia per vietare nei mercati ambulanti l’esposizione di galline e conigli vivi per la loro vendita, il divieto di esporre sul ghiaccio dei pesci e dei crostacei vivi nelle pescherie. Non va poi dimenticato l’impegno contro i fotografi ambulanti con animali esotici, l’esposizione sotto il sole nelle vetrine di negozi dediti al commercio di animali da compagnia. Anche contro gli attendamenti dei circhi furono condotte delle battaglie. Locatelli ebbe una parte importante per l’emanazione della legge regionale n. 5 del 1988, divenuta poi L.R. n. 27/2000. Si trattava di una svolta epocale dato che la regione Emilia Romagna, tra le prime in Italia, aveva sancito il divieto di abbattere, dopo tre giorni, dall’ingresso presso i canili comunali, i cani senza un detentore.

Con tale legge si faceva obbligo ai Comuni di dotarsi di un canile capace di custodire in modo adeguato i cani randagi.

All’inizio del 2000, sempre Locatelli, avviò una battaglia allo scopo di consentire l’accesso dei cani nelle spiagge della Regione nel periodo estivo, nonché l’accesso dei cani nei bar e nei ristoranti a discrezione dei proprietari dei locali.

Si gettavano inoltre le basi per le campagne di sterilizzazione dei randagi sia che fossero cani che felini.

Va inoltre evidenziato che Locatelli ha avuto una parte molto attiva nel collaborare anche con la Provincia di Ravenna al fine di portare avanti delle battaglie per il contenimento delle nascite degli animali domestici.  La Sezione Enpa di Ravenna, specialmente in questi ultimi anni, ha realizzato nuovi programmi e progetti avvalendosi della collaborazione di quei volontari che si sono avvicinati allo scopo di portare avanti un costante impegno in favore di tutti gli animali e dei loro diritti.

Ravenna, 15 Aprile 2026 Enpa Sezione di Ravenna ODV

 

Ampio successo ha ottenuto il 31 agosto u.s. l’iniziativa “Passeggiata a quattro zampe” organizzata dalla Sezione ravennate dell’Enpa. La manifestazione ha visto la partecipazione di alcuni cani del canile comunale, accompagnati da altrettanti volontari. All’iniziativa comunque hanno aderito anche dei cittadini in compagnia del proprio cane. Il punto di partenza della passeggiata è stato individuato presso lo stabilimento balneare Overbeach di Casal Borsetti. In quel luogo l’Enpa aveva allestito anche un tavolo informativo al quale si sono avvicinate molte persone per avere informazioni sul canile. Lo scopo principale della passeggiata è stato quello di offrire un’ampia visibilità ai cani ospitati presso il canile di Ravenna che sono stati tra i protagonisti dell’iniziativa. Da parte nostra c’è l’auspicio che sempre più persone si avvicinino al canile municipale al fine di trovare un amico a quattro zampe. Informazioni sono state date anche su come entrare in contatto con la suddetta struttura di ricovero, ovvero a chi rivolgersi per fissare un appuntamento per accedere al canile : tel. 0544 453095.

Enpa Sezione di Ravenna ODV

 

• 17 Maggio 2025• Sta per arrivare in Consiglio dei Ministri un disegno di legge che cancellerà la tutela della fauna consegnando la natura ai cacciatori. Caccia in spiaggia, cattura di uccelli da chiudere in gabbia a vita e zero rischi per i bracconieri.Le Associazioni ambientaliste e animaliste: “Inaccettabile atto di arroganza che calpesta la costituzione e limita le libertà e i diritti di tutti aprendo a inaudite forme di violenza sugli animali. Chiamiamo a raccolta il mondo scientifico, culturale e tutti quelli che hanno a cuore la natura e la libertà.”Le associazioni ENPA, LAC, LAV, Lipu e WWF Italia, sono venute a conoscenza del contenuto del disegno di legge che circola in ambienti venatori e che il Governo è intenzionato a presentare, forse già nel prossimo Consiglio dei ministri per poi mandarlo al Parlamento. Si tratta di un testo intriso di ideologia ed estremismo filo-venatorio che di fatto regala ai cacciatori la fauna selvatica e le aree naturali che la Costituzione riconosce come patrimonio di tutti e delle future generazioni, facendosi beffe della scienza e dei diritti dei cittadini.La devastante “riforma governativa”, elaborata sotto dettatura delle frange più estreme dell’associazionismo venatorio, senza alcuna condivisione col mondo ambientalista, presenta elementi di palese incostituzionalità e contrasta con le direttive europee in materia, ma evidentemente tutto questo non sembra interessare chi ci governa: accontentare un proprio elettorato di riferimento vale l’uccisione indiscriminata di centinaia di milioni di animali, la privatizzazione della natura e nuove procedure di infrazione che tanto non pagheranno né i ministri né i cacciatori, ma tutti i cittadini italiani.Il Governo Meloni fin dall’inizio dell’attuale legislatura si è dimostrato ossessionato dai consensi venatori portando il Parlamento ad emanare decine di provvedimenti atti a scardinare progressivamente le tutele della fauna selvatica. Non soddisfatti, ora si accingono ad una misura drastica, cercando di far passare sotto silenzio un progetto che va contro le regole europee, gli animali, ma anche contro le persone, la loro sicurezza, la libertà di fruire delle aree protette, i sentimenti e la cultura ma anche lo sviluppo economico di questo Paese.Le Associazioni ambientaliste e animaliste sottolineano come ci si trovi di fronte ad un punto di non ritorno. Chi voterà a favore di questa riforma sarà responsabile del peggior attacco mai inflitto alla fauna selvatica! Ci attendiamo una forte risposta da tutte le forze di opposizione e chiediamo ai parlamentari della maggioranza di fermare questo scempio.Le Associazioni faranno tutto il possibile per impedire che questo scempio diventi legge, per questo chiamiamo a raccolta tutti coloro i quali amano la natura e sentono la responsabilità di difenderla da questi attacchi: associazioni, comitati, mondo scientifico e culturale, imprese, singoli cittadini.La fauna e la natura che la ospita non sono il giocattolo dei cacciatori, non sono la merce di scambio tra politici e le lobby di cacciatori e di produttori di armi. Sono un bene comune che appartiene a tutte e tutti.I PRINCIPALI ORRORI DELLA RIFORMA SULLA CACCIA DEL GOVERNO MELONI  • La caccia da attività ludica diventa una pratica che per legge concorre alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema dimenticando gli impatti che determina sulla conservazione della biodiversità. Un vero e proprio atto autoritario che, senza alcun tipo di condivisione con il mondo esterno a quello della caccia, impone a tutti un’attività che la maggioranza della popolazione ormai non condivide.• Si estendono enormemente le aree cacciabili, riducendo e in alcuni casi azzerando le regole e i divieti.• Le Regioni sono obbligate a ridurre le aree protette se ritenute “eccessive”, secondo una interpretazione della legge che il Consiglio di Stato ha più volte ritenuto errata, prevedendo addirittura un potere sostitutivo del Ministro dell’Agricoltura.• Vengono riaperti gli impianti di cattura dei richiami vivi le specie che possono essere catturate passano da 7 a 47 (milioni di animali oggi liberi finiranno all’ergastolo). Viene eliminato ogni limite nel possesso di uccelli da richiamo provenienti da allevamento. I controlli diventano sostanzialmente impossibili, favorendo il bracconaggio e il traffico di animali.• Viene consentita la caccia nelle aree demaniali come spiagge, zone dunali, foreste, praterie con enormi rischi per escursionisti, villeggianti, ciclisti…• Cancellato ogni limite alla costruzione di nuovi appostamenti fissi di caccia con enormi impatti sul turismo e sull’inquinamento da piombo dei pallini.• Le gare di caccia con cani e fucili sono consentite anche di notte e nei periodi di nidificazione.• Nelle aree private la caccia potrà essere esercitata senza regole.• Viene riconosciuta la licenza di caccia ai cittadini stranieri e non è prevista alcuna formazione dei cacciatori stranieri sulle regole italiane.• Si aumentano i periodi di caccia che vengono estesi oltre febbraio (periodo di migrazione prenuziale e nidificazione)• Possibile l’aumento delle specie cacciabili da parte della politica senza alcuna verifica preventiva dal punto di vista scientifico• La caccia sarà consentita anche dopo il tramonto con l’impossibilità di distinguere le specie ed enormi pericoli per la pubblica incolumità.• Sarò consentita la braccata anche sui terreni innevati così da poter seguire le tracce degli animali e si disturberanno tutti gli altri nonostante siano in condizioni di difficoltà.• Le guardie giurate di banche e supermercati potranno uccidere animali.• Sono previste sanzioni fino a 900 euro per chi protesta contro le uccisioni di animali durante le attività di controllo, mentre non è prevista alcuna modifica dell’impianto sanzionatorio penale e amministrativo volta a reprimere il bracconaggio e il traffico di animali selvatici.


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